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Gli Inquinanti Ambientali nell’eziologia dei Difetti Congeniti


Il 7 dicembre 2006 in collaborazione con la Guardia di Finanza, presso il Comando Centro Logistico – Circolo di Villa Spada a Roma, si è svolta una giornata di studi “Gli Inquinanti Ambientali nell’eziologia dei Difetti  Congeniti” con la partecipazione, tra gli altri, di esperti del CNR, del  Ministero della Salute, dell’APAT Agenzia per la protezione ambientale del suolo, del Centro Nazionale per la qualità degli Alimenti e per i Rischi Alimentari. Presenti per la Magistratura il Procuratore Giancarlo Caselli, il Consigliere Raffaele Guariniello, per l’Università il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale, prof. Paolo Garbarino e il dott. Amedeo Bianco Presidente FNOMCEO.

tavolarotonda

Importante il contributo della Guardia di Finanza sul tema delicato degli illeciti ambientali come fonte di inquinamento, nella persona del Generale dei Servizi Speciali Mario Iannelli.

Aumentano le malformazioni congenite nei Paesi industrializzati, sotto accusa anche l’esposizione prolungata al PC. I dati che ci provengono dalle attuali ricerche aumentano la preoccupazione per l’uso quotidiano di apparecchiature elettroniche contenenti ritardanti di fiamma come gli Eteri Difenilpolibromuri (PBDE), classificati tra le sostanze bioaccumulative più inquinanti e persistenti.

Studi condotti su animali da esperimento hanno dimostrato come l’esposizione cronica a basse concentrazioni di PBDE sia causa di potenziale pericolo per la crescita e lo sviluppo del feto, si tratta di materie chimiche largamente utilizzate in materiali plastici, nelle coperture tessili e in vari prodotti di consumo quali TV, PC e stampanti.

Queste sostanze erano state individuate nei mammiferi marini e nei tessuti umani a partire dagli anni novanta, ma recenti studi hanno dimostrato la loro presenza nel latte materno con concentrazioni che sono raddoppiate ogni cinque anni, e nel sangue di impiegati che passano molte ore al PC.Allarme anche per i risultati dello studio del programma ambientale dell’Onu in collaborazione con i paesi nordafricani che si occupano della difesa del Mediterraneo pubblicati nel novembre del 2006.Secondo questo rapporto i consumatori di prodotti ittici contaminati  sono soggetti ad assunzione giornaliera di policiclici aromatici tra cui benzene e altri solventi che si accumulano nei tessuti grassi degli animali marini, stimata in 3 microgrammi die per individuo, dose,oltre 100 volte superiore a quella ritenuta tollerabile quotidianamente.La mutazione genetica è indotta dal fattore interferente  ambientale e porta al difetto fetale,è peraltro provato l’effetto teratogeno dei metalli pesanti nell’animale da esperimento.

Particolare attenzione meritano  i risvolti psico-sociali legati, sia al danno morfo-funzionale e  alla disabilità che all’alterazione dell’immagine”, occorre pertanto un programma speciale per lo studio delle interazioni ambiente-geni focalizzando quei fattori che sono alla base dello sviluppo della malformazione”. ”Necessario un piano di lavoro a livello nazionale e l’ attuazione di programmi condivisi e strategie sinergiche di prevenzione in collaborazione con gli Ordini dei Medici e il Ministero della Salute, attraverso le Regioni e le Associazioni”, afferma il dott. Amedeo Bianco Presidente FNOMCEO.

La giornata si è conclusa con una Tavola Rotonda dal titolo “Tutela della salute e dell’ambiente e competitività del Sistema Industriale” moderata dal dr. Piero Angela. Tema principale il Progetto REACH della CE affrontato in particolar modo dal Sen Rocco Bottiglione di cui riportiamo parte dell’intervento:

“Il mondo di oggi è radicalmente trasformato dalla chimica moderna che introduce sul mercato e nella vita quotidiana della gente ogni anno migliaia di nuovi composti chimici. Ad essi dobbiamo gran parte delle comodità e dei vantaggi del nostro modo di vivere. Purtroppo alcuni di questi elementi sono dannosi per la salute e sono fattori potenti di inquinamento ambientale.La direttiva  REACH della Commissione Europea e del Parlamento Europeo si propone di registrare e testare tutte le sostanze chimiche in commercio in Europa in modo da dare garanzie per la tutela dell’ambiente e per la salute.Tre sono i problemi riferiti a queste sostanze da testare: le sostanze singole o anche le combinazioni di sostanze? Sostanze che da sole non sono pericolose possono diventarlo se associate a un’altra sostanza.Testiamo le nuove sostanze o anche quelle che sono già sul mercato anche se fino ad oggi non hanno dato occasione a rilievi critici? Chi esegue i tests? Lo Stato o le imprese? E come fanno le piccole imprese a far fronte ad obblighi così gravosi? Come le aiutiamo ad associarsi? Fin dove si  devono spingere i tests? La prova assoluta che una sostanza non è dannosa è  veramente  possibile? Una normativa asso lutamente rigorosa metterebbe la nostra industria chimica in condizioni di Chiudere davanti alla concorrenza dei paesi che non hanno nessuna normativa. Una normativa troppo lassista non servirebbe a nulla,il problema probabilmente va portato al tavolo del WTO per negoziare un insieme  di regole condivise anche con USA Cina e India.In Italia purtroppo è scarsa la conoscenza e manca il dibattito che interessa invece da vicino la salute di ciascuno di noi e lo sviluppo economico del paese.”


Dott. Angela, Professoressa Mortellaro e Dott. Bianco

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